Bar storico          Si narra che...                 

Piccolo Bar e' nominato
o meglio ancor Baretto
tanto il locale e'
angusto e stretto.
Di Bardi e' il ritrovo,
il luogo di convegno
tutti ci trovi: dall'operaio al primo
cittadino,
al giovani d'ingegno, al contadino.
L'apertura e' di buon'ora la mattina:
una visita e' sicura;
e' quella di Leprino con Peppina.
Dei buon gustai la coppia da tempo rinomata
e' quella che da Nino e il Carlo 
campanaro
e' formata.
Di cibi, di menù, di prelibati vini
dibatton le virtù
quei due palati fini.
Da Ca' di Ratti discende il buon Giannetto per la quotidiana visita
agli amici ed al Baretto.
Olivo, Dino, Battista con Tonino
in animata discussione stanno
assisi a un tavolino.
Li noti immantinente:
di trote, ami, pesche
lor parlan certamente.
Achille ed Ettore,
fratelli tarsognini
di vacche e di vitelli contratti
van facendo fra briscole e conchini.
Se di schiamazzi ed urli tu odi gran bordello
l'origine - si sa - e' una sola
l'allegro vice-sindaco Bertino 
ovverossia Marcello.
Alfredo, Gianni, Celeste con Nandino
considerati vengono
dominatori nel gioco del ramino.
Del bar, antica e cara e' quella 
istituzione formata dalla coppia indivisibile di 
Silvio e di Finone.
Se le tue nari captano
un puzzo assai negletto
la colpa e' imputabile
al sigaro toscano di Tognetto.
Di macchine e motori nell'appassionata 
folla primeggiano gli amici
Turiddu, Mino ed Angiolino Molla.
Se di terziglio il gioco comprender 
vuoi in fretta
non hai che da rivolgerti
al professor Cassetta.
Cliente ultimo a far la sua ispezione
con la sua calma placida
qui giunge il castellano don Peppone.
Alfin dell'ora la chiusura e' giunta
giocar più non si deve
la cosa e' certa, più che sicura:
Tra risi e lazzi, grida di hurrà
donna Delfina annuncia
"on ura l'e' rivà, l'e' l'ura de serà". 

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