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Pietro Cella nacque a Bardi il 9 marzo 1851. Fu allievo del Collegio Militare di Racconigi, e successivamente si arruolò il 20 febbraio 1872 come semplice soldato volontario a Palermo. Intelligente, buono, ma di carattere chiuso, di tenace volontà, sale passo passo tutta la gerarchia di truppa, per essere ammesso col grado di furiere alla Scuola Militare, dalla quale esce il 31 luglio 1879 col grado di sottotenente, assegnato prima al 37° Reggimento Fanteria, poi al 6° e quindi al 4° reggimento Alpini. Promosso Capitano nell’ aprile del 1888 ritorna al 6° reggimento Alpini, a Verona, dove permane fino al 20 dicembre 1895, quando viene chiamato al comando della 4° Compagnia del Battaglione Alpini d’ Africa, |
ove si tiene pronto agli ordini del maggiore Davide Menini. Il Battaglione Alpini d’ Africa, forte di 954 uomini, sbarca a Massaia il 29 dicembre del 1895 e si trasferisce in poche tappe sull’ altipiano entrando nel forte di Adigrat senza aver lasciato indietro un uomo.. gennaio e febbraio vengono trascorsi nei pressi del fonte Arimondi, nella conca tra Adigrat e Edagà-Hamus, poi il Battaglione si sposta verso Adua, dove verrà distrutto, scrivendo “la più splendida pagina di storia che mai fu dato di scrivere ad alcun reparto militare”, come si espresse il critico Col. Gazzera sull’ Illustrazione Italiana, poche settimane dopo Adua. |
Nella tragica giornata del 1 marzo, il battaglione combatte con le truppe della brigata Ellena. Richiesti rinforzi dal 3° Battaglione Indigeni vengono distaccate due compagnie: la 3° e la 4°; il Capitano Cella assume la direzione della 4°. Raggiunta la posizione designata sul colle Erarà, nel vao tra le brigate Arimondi e Dabormida, le due compagnie si trovano impegnate, ma tengono ben salda la posizione sotto l’ incalzante furia nemica. Il Capitano Cella, calmo e serio, percorre tutta la linea e tiene a bada il nemico per oltre un’ ora. Per due ore il Capitano argina la valanga nemica, ma delle compagnie affidate al Capitano non resta che un esiguo plotone di superstiti. |
Solo
Cella per un miracolo è ancora illeso, tiene ancora testa all’
avversario incitando i pochi superstiti con la voce e l’ esempio. . |
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