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Una vita per gli altri...

Antonio Samorè, nato povero come tanti altri ragazzi di Bardi, forse non si immaginava che nella sua vita avrebbe fatto una così grande carriera, diventando uno dei simboli di Bardi nel mondo ma soprattutto una figura umana di alto profilo.

Il cardinale Antonio Samorè nacque a Bardi, il 4 dicembre del 1905  e dopo le scuole elementari, iniziò gli studi filosofici e teologici nel Collegio Alberoni di Piacenza, diventando sacerdote nel 1928. In seguito intraprese la carriera diplomatica: esordì nella Nunziatura Apostolica di Kaunas in Lituania poi a Berna in Svizzera. Nel frattempo aveva conseguito, il Dottorato in Diritto Canonico. Dal 1938 al 1947 fu Segretario di Nunziatura presso la S.Congregazione per gli Affari Ecclesiastici, dove si dimostrò abile diplomatico. In seguito fu nominato Consigliere alla Delegazione Apostolica di Washington (1947-1950) e Nunzio Apostolico a Bogotà in Colombia, ove rimase dal 1950 al 1953 per divenire

successivamente Segretario della S.Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari. Al termine di quest’importante incarico venne nominato cardinale di S.R.Chiesa. In seguito fu Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina dal 1967 al 1969 e Prefetto della S.Congregazione per la disciplina dei Sacramenti   dal 1968 al 1974. Era inoltre Cardinale Vescovo del titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina e Poggio Mirteto. Una grande carriera,  notevolmente impegnativa ma sempre assolta con viva partecipazione. Quando Cile e Argentina richiesero per la zona controversa del Canale di Bearle la mediazione del Papa, il nome di Samorè fu di nuovo alla ribalta della scena internazionale.

In seguito rientrò in Italia. Qui progettò e realizzò nel giro di 4 anni, l’ampliamento dell’Archivio Segreto Vaticano. Ma non solo: diresse Villa Mater Gratie di Bardi, sua generosa Istituzione a favore della terza età e trovò anche il tempo di dedicarsi al Centro Studi Val Ceno ed a tutte le altre iniziative culturali connesse compresa la Casa della Gioventù. Morì il 3 febbraio del 1983.
Due giorni dopo, un folto gruppo di fedeli provenienti da Bardi, Varsi, Parma e dall’intera diocesi di Piacenza, partecipò al funerale del Cardinale, svoltosi nella Basilica di San Pietro in Vaticano. 

Papa Giovanni II celebrò il rito funebre alla presenza di cardinali, arcivescovi, vescovi, numerosi fedeli, rappresentanze di tutti gli uffici della Santa Sede e membri del Corpo diplomatico. Dal capoluogo bardigiano provennero molte  personalità importanti, tutte in rappresentanza dell’intera comunità civile e parrocchiale. Nell’omelia del Santo Padre emerse la grande personalità del compianto cardinale, il quale dedicò tutto se stesso alla Chiesa ed ai fedeli. Inoltre vennero ricordate le principali opere che gli furono tanto care.
 L’intera comunità cattolica nazionale ed in particolare quella di Bardi, perse un grande uomo, esemplare ed instancabile promotore di iniziative religiose, sociali e culturali.


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